sabato 30 marzo 2019


Visita alla redazione del
L'Eco del Chisone
L'eco del Chisone compie oggi 110 anni. Domenica 13 festa in redazione a Pinerolo

L’Eco del Chisone nasce a Pinerolo il 10 novembre del 1906 come settimanale al servizio del Circondario di Pinerolo.
Il primo direttore è un giovane avvocato, Cosimo Bianco Crista, membro attivo del movimento cattolico; fra i fondatori ci sono laici e sacerdoti della diocesi di Pinerolo. È un giornale laico di ispirazione cattolica che offre molto spazio alla cronaca, segue l'attività economica e politica del territorio.


Dal  17 gennaio 2018 il direttore responsabile è Paola Molino.





Il momento della pausa






Eccoci con i redattori del giornale





Ringraziamo tutto lo staff del L' Eco del Chisone che ci ha accolto con grande disponibilità, gentilezza e premura nei nostri confronti.

LINOTYPE
Macchina tipografica, inventata nel 1881, fu la prima macchina per la composizione tipografica automatica e consentì notevoli aumenti di produttività.








La nostra classe è diventata la redazione di un giornale e ci accingiamo a scrivere articoli di cronaca e cultura.





La struttura di un quotidiano
La prima pagina
La pagina dove è riportata la testata va sotto il nome di prima pagina. In essa si trovano i titoli degli avvenimenti ritenuti più importanti e gli articoli, o parte di articoli, che informano su tali avvenimenti.
Gli articoli non sono situati a caso nella pagina, ma vengono attribuiti loro degli spazi ben precisi.
Secondo l'impostazione tradizionale, una prima pagina è divisa in
tre sezioni:
• taglio alto; • taglio medio; • taglio basso.
Leggendo la prima pagina, dall'alto in basso, generalmente troviamo l'articolo di apertura, al centro in taglio alto; l'articolo di fondo, in alto a sinistra della pagina; l'articolo di spalla, in alto a destra della pagina.
• L'articolo di apertura tratta l'avvenimento del giorno, considerato
dal quotidiano il più importante.
• L'articolo di fondo, o editoriale, è un articolo che espone le idee di
chi scrive rispetto a un argomento di una certa importanza.
• L'articolo di spalla è, anch'esso, un articolo di opinione ed è il secondo per importanza. Talvolta può essere sostituito da una fotografia.
Nei vari tagli possono essere presenti foto o vignette.
In taglio basso si trovano i sommari, brevi indici degli argomenti: presenti all'interno del quotidiano. In taglio medio e in taglio basso si possono trovare le civette, titoli di articoli che si trovano all'interno del giornale, racchiuse da una cornice. 

Un'esperienza interessante!

venerdì 29 marzo 2019


Storie sull’inclusione e sull’accoglienza

Lo stambecco Ray

Sul monte Cervino da un branco di stambecchi nacquero dei cuccioli. Uno di questi fu chiamato Ray.
Inizialmente i cuccioli erano molto uniti e si divertivano insieme, ma con il passare degli anni, a tutti i giovani stambecchi crebbero le corna, tranne a Ray.
Da quel momento fu escluso dal branco e dalla sua stessa famiglia che lo abbandonò mentre era addormentato.
Al suo risveglio Ray si disperò e si mise alla ricerca del suo branco, ma incontrò altri stambecchi che lo guardarono con disprezzo e lo allontanarono.
Così decise di proseguire e incontrò un altro branco di stambecchi che lo vide e lo accolse accettando la sua diversità.
Ray si inserì benissimo e divenne fortissimo, nonostante non avesse le corna.
Gruppo composto da: Lucia, Edoardo, Alexandra, Emilia, Lorenzo Benso, Alessia Piccato, Lorenzo Aloi. 
























Un lupo diverso

In un bosco dell’Appennino viveva un branco di lupi.
I lupi sono più grandi rispetto alle femmine, in inverno hanno il pelo più folto e di colore grigio, invece in estate il pelo è più corto e di colore marrone - rossiccio.
Un giorno dai lupi alfa nacque un cucciolo di colore bianco come la neve, diverso da tutti gli altri, e fu chiamato Nevis.
Con il tempo non gli crebbero i canini e fu escluso dal branco pur essendo figlio dei lupi alfa.
Nevis incontrò una lupa di nome Layka, anch’essa era stata abbandonata perché non aveva la coda, persa durante una battuta di caccia.
I due lupi dovettero affrontare diversi ostacoli e diversi nemici come l’orso bruno…
Infine ebbero dei cuccioli e formarono un branco e diventarono lupi alfa, perché conoscevano molto bene il territorio.
Nel frattempo a Nevis crebbero dei canini molto affilati.
Gruppo composto da: Noemi, Riccardo Cioffi, Sofia Carignano, Alessandro Varaldo, Letizia, David. 



Un porcospino “speciale”

In un bosco vivevano tre famiglie di porcospini: animali graziosi con il muso piccolo e appuntito, occhi piccoli e scuri, orecchie larghe e corte e il corpo ricoperto da aculei spesso tendenti al marrone. I porcospini vengono cacciati da rapaci e mammiferi costretti a sorprenderli per catturarli.
Un giorno in una delle tre famiglie nacque un porcospino senza aculei. Per questo veniva preso in giro dagli altri che lo consideravano inutile e gli intimavano di andare via. Così una sera decise di abbandonare la propria famiglia e il proprio territorio.
Un giorno incontrò un altro porcospino, anch’esso emarginato dal suo gruppo perché era grigio e diventarono amici.
Un mattino i due amici incontrarono un cinghiale che puntò il porcospino senza aculei, ma l’amico si frappose fra i due puntando i suoi aculei verso il cinghiale mettendolo in fuga.
Allora i due amici capirono che le differenze non contano e l’unione fa la forza!
Gruppo composto da: Beatrice, Bonino, Sofia Arolfo, Diego, Alessandro Bertea, Gigi.


Un’amicizia speciale

In una classe c’era un bambino che zoppicava e questo gli impediva di camminare e correre come gli altri bambini.
Spesso in palestra veniva escluso dai giochi di squadra perché avrebbe compromesso la vittoria dei propri compagni.
L’atteggiamento dei compagni aveva modificato il suo carattere: era diventato taciturno e scontroso con tutti, anche con la sua famiglia.
Qualche tempo dopo in quella classe arrivò una bambina sulla sedia a rotelle e iniziò un’amicizia “speciale”, perché loro erano dei bambini “speciali”.
Ogni giorno, durante l’intervallo, si incontravano in giardino e inventavano storie fantastiche.
Quando i compagni scoprirono quegli incontri e ascoltarono le loro storie, si appassionarono tanto ai loro racconti e capirono che la “diversità” è una ricchezza.
Infatti quando la loro classe fu invitata a partecipare ai Giochi Sportivi d’Istituto, i compagni vollero che vi partecipassero tutti, anche i loro compagni “speciali”, perché la cosa più importante è valorizzare le diversità e le unicità.
Gruppo composto da: Alessia Sarà, Aurora, Giorgia, Riccardo Mina, Andrea, Nicolò.




Mi fido di te!